Le re-performance di Marina Abramovic a Palazzo Strozzi

Mancano ormai meno di 15 giorni alla conclusione della mostra “Marina Abramovic – The Cleaner” in corso a Palazzo Strozzi di Firenze.

Con questo post  intendo dare risalto al “lavoro” dei performers, che selezionati e formati da Marina Abramovic, si sono alternati giornalmente all’interno dell’esposizione.

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Marina Abramovic è l’indiscussa artefice dell’arte performativa.

E’ quindi interessante capire il lavoro dell’artista per la creazione di re-performance sia per conservarle ma anche per dare una nuova vita a questa forma d’arte che muta a seconda del performer.

Ho visitato la mostra più volte, queste le performance alle quali ho assistito e potuto fotografare :

Impoderabilia 1977/2018

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La performance fu realizzata nel 1977 alla Galleria Comunale d’arte Moderna di Bologna, dove Marina Abramovic e Ulay trascorsero novanta minuti in piedi uno di fronte all’altro, immobili e nudi in uno stretto passaggio d’ingresso, costringendo i visitatori che volevano entrate nel museo a passare in mezzo a loro. La performance doveva durare sei ore, ma fu interrotta dalla polizia. Nella re-performance due performer sono nudi in uno stretto passaggio all’ingresso della prima sala del Piano Nobile e i visitatori possono scegliere se passare in mezzo ai due corpi o lateralmente.

Luminosity 1997/2018

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Il lavoro suggerisce una riflessione sull’intensità della spiritualità che riesce a imporsi sulla fisicità del corpo attraverso il controllo del movimento, del ritmo  della gestualità. La performer, nuda, resta in equilibrio per trenta minuti su un sellino di bicicletta, con i piedi sospesi dal suolo, muovendo lentamente le braccia e le gambe.

L’intensità della luce da accrescere lentamente il volume dello spazio.

Cleaning the Mirror 1995/2018

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Sedendo con uno scheletro umano in grembo, con dolcezza e attenzione Marina Abramovic cercava di pulirlo con una spazzola, ma si sporcava sempre di più, poiché sciacquava la spazzola nell’acqua sporca. La re-performance rinvia, tra l’altro, a riti di morte tibetani che preparano i discepoli a diventare tutt’uno con la propria mortalità.

Freeing Series 1975/2018

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La serie rappresentò per Marina Abramovic un rito di passaggio per “esorcizzare” il proprio contesto di origine prima di lasciare Belgrado. La serie è composta da : Freeing the Memory, Freeing the Voice e Freeing the Body.

Quest’ultima è la performance alla quale ho assistito. La musica e il ritmo di un tamburo africano muovono il corpo della performer che con la testa fasciata da una benda nera danza e si muove fino a quando cade a terra esausta.

The House with the Ocean View 2002/2018

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Nella galleria Sean Kelly di New York l’artista ha vissuto ininterrottamente per 12 giorni in silenzio e senza mangiare all’interno di una struttura sospesa e collegata a terra da scale i cui pioli erano stati sostituiti da coltelli taglienti. I visitatori potevano osservarla mentre dormiva, faceva la doccia o usava la toilette. Per la prima volta in Italia la re-performance è stata presentata a Palazzo Strozzi dal 4 dicembre al 16 dicembre.

testi re-performance: comunicato stampa Palazzo Strozzi

immagini : Andrea Paoletti © 2018

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