SUN YUAN & PENG YU alla Galleria Continua di San Gimignano

A distanza di alcuni anni dalla loro prima personale in Italia tornano ad esporre alla Galleria Continua di San Gimignano due figure di spicco del panorama cinese contemporaneo Sun Yuan & Peng YU.

Conosciuti internazionalmente per il carattere spesso destabilizzante e provocatorio delle loro opere e per l’uso di materiali singolari, gli artisti iniziano a collaborare come duo dalla fine degli anni ’90.
Il lavoro di Sun Yuan & Peng Yu è incentrato sulla costante conferma del paradosso, sulla ricerca perpetua della dualità tra il bianco e il nero, tra realtà e menzogna, tra manifesto e celato. La loro opera è la dimostrazione di una costante analisi della vita attraverso l’esperienza a cui spesso anche il pubblico è invitato a partecipare nella volontà di trovare l’essenza e la sostanza che si nasconde dietro l’apparenza.

I conflitti esistenziali, la condizione umana, l’ossessione per la morte e la vecchiaia, la violenza sono i temi che affrontano ponendo lo spettatore di fronte a scenari spogliati di qualsiasi filtro convenzionale. Video, fotografie, documentari e installazioni s’ispirano talvolta alla realtà, che lo sguardo personale degli artisti trasforma e altera rimandandoci immagini perturbanti nelle quali l’ironia, anche amara, ci svela significati più profondi.

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Emblematica da questo punto di vista è “I didn’t notice what I am doing”, un’installazione composta da una serie di oggetti che pongono al centro la dimensione sublimale che sottende i processi cognitivi e le azioni quotidiane. Guardando gli animali rappresentati, il rinoceronte e il triceratopo, il nostro cervello stabilisce automaticamente connessioni e somiglianze che non hanno, invece, nessuna attinenza con la realtà né alcuna pertinenza scientifica.

In un’altra opera, “Teenager Teenager”, la riflessione si sposta sui limiti della comunicazione, sui conflitti generazionali ma anche sulla possibilità di cambiare e di proteggere ciò che abbiamo: adagiati su dei divani in pelle alcuni adulti ben vestiti ‘osservano’ dei bambini che giocano. Sulle loro teste ingombranti massi impediscono in realtà ogni tipo di visione.

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L’interesse per i materiali insoliti (dai tessuti di adipe umana, agli animali vivi o imbalsamati ai feti morti), lo stile iperrealistico ed una straordinaria capacità di intuizione è ciò che rende le opere di Sun Yuan & Peng Yu intense e uniche. Nelle installazioni e nelle performance più recenti i mezzi organici sono sostituiti da materiali sintetici e “macchine onnipotenti”, caratterizzate da un grande virtuosismo tecnico, agiscono come metafore di una società consumistica che ha perso la sua strada.


Sun Yuan & Peng Yu sono tra gli artisti invitati da Ralph Rugoff a prendere parte alla 58° Biennale di Venezia.

Sun Yuan nasce nel 1972 a Pechino. Peng Yu nasce nel 1974 a Heilongjiang, in Cina. Si formano negli stessi anni presso la Central Academy of Fine Arts di Pechino, città dove tuttora vivono e lavorano. Numerose le istituzioni pubbliche e private dove hanno esposto: 5° Biennale di Lione (2000); Triennale di Yokohama (2001); 1° Triennale di Guangzhou (2002); Today Art Museum, Pechino (2003); MAC Museo d’arte contemporanea, Lione (2004); Biennale di Kwangju (2004); MuHKA: Museo d’arte contemporanea, Anversa (2004); Kunstmuseum di Berna (2005); 51° Biennale di Venezia (2005); Biennale Liverpool (2006); 2° Biennale di Mosca (2007); Kunsthaus di Graz (2007); Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana (2008, 2009, 2011); The Saatchi Gallery, Londra (2008); The National Art Center, Tokyo (2008); Ullens Center for Contemporary Art – UCCA, Pechino (2009); 2° Biennale di Mosca (2009); Triennale di Aichi, Nagoya (2010); Biennale di Sydney (2010); Para\Site Art Space, Hong Kong (2011); The Pace Gallery, Pechino (2011); dOCUMENTA(13), Kassel (2012); Contemporary Art Center di Taipei (2012); Hayward Gallery, Londra (2012); PinchukArtCentre, Kiev (2013); Uferhallen, Berlino (2014); Qatar Museums (QMA), Doha (2016); Guggenheim Museum, New York (2016); 11° Biennale di Shanghai (2016); DMA- Daejeon Museum of Art, Daejeon (2017); Guggenheim Museum, Bilbao (2018).

Testo : comunicato stampa Galleria Continua

Fotografie :  Andrea Paoletti © 2019

 

 

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