Il memoriale italiano di Auschwitz all’Ex3 di Firenze

Questo è il mio numero : 176277.

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Quando si partecipa alla visita guidata al Memoriale italiano di Auschwitz, dallo scorso 8 maggio nella nuova sede dell’Ex3 di Gavinana, Firenze, ai visitatori viene distribuito un pieghevole.

Ogni copia di questo dépliant è personalizzata da un numero progressivo; la numerazione non parte da zero, ma da 174517, e cioè dal numero tatuato dai nazisti sul braccio sinistro di Primo Levi.

Inaugurato nel 1980 nel Blocco 21 del campo di concentramento nazista di Auschwitz, il memoriale  dei deportati italiani fu poi “sfrattato” nel 2014 per volere del governo polacco, adesso restaurato e rimontato “rinasce” presso il centro Ex3 a Gavinana, creando un nuovo museo per la città.

E’ grande motivo di orgoglio per la Regione Toscana e per Firenze aver recuperato una delle opere d’arte che più sono riuscite a raccontare i tragici anni della deportazione.

Il museo al piano terreno ospita la mostra “Un filo ininterrotto. La memoria della deportazione e il Memoriale di Auschwitz” e sarà a breve trasformato in una sala multimediale per i giovani per approfondire con dati, fonti, testimonianze e ricostruzioni storiche l’esperienza vissuta attraversando l’arte al piano superiore.

Al secondo piano è stato ricostruito, simbolicamente, il Blocco 21, e collocato l’opera. Una spirale a elica, rivestita con una tela che riproduce storie, simboli, volti e momenti di vita all’interno del campo di concentramento. Si percorre una passerella in legno immersi nei colori: nero, il buio della tragedia e della morte, rosso della resistenza ed infine giallo del ritorno alla luce, alla speranza, alla libertà.

Un percorso che diventa una vera e propria esperienza sensoriale in particolar modo con una composizione musicale i cui suoni riportano alla mente quelle che si poteva percepire stando rinchiusi nel lager.

Andrea Paoletti © 2019

Informazioni sul Memoriale (fonte : http://www.musefirenze.it)

Il Memoriale degli Italiani fu voluto, progettato e collocato nel Blocco 21 del campo di Auschwitz dall’Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) grazie alla collaborazione di un eccezionale gruppo di intellettuali tra i quali spiccavano i nomi degli architetti Lodovico e Alberico Belgiojoso, dello scrittore Primo Levi, del regista Nelo Risi, del pittore Pupino Samonà e del compositore Luigi Nono che produssero una delle prime installazioni multimediali al mondo.

Allestito ad Auschwitz nel 1979e inaugurato nella primavera successiva, proprio 40 anni dopo viene presentato a Firenze al termine di una lunga e dolorosa vicenda che ne ha portato prima alla chiusura al pubblico e poi alla minaccia di smantellamento da parte della direzione del museo. Oggi quindi l’opera ‘rinasce’ grazie a un complesso progetto che ha visto lavorare fianco a fianco Comune di Firenze, Regione, Ministero per i Beni e le attività culturali e la stessa Aned, proprietaria dell’opera, con il sostegno decisivo di organizzazioni come la Fondazione Cr Firenze, Firenze Fiera, Unicoop Firenze, Studio Belgiojoso, Cooperativa archeologia. K-Array, Tempo Reale.

Contestualmente all’inaugurazione, partiranno anche le prime visite guidate, rivolte soprattutto alle scuole e coordinate dalle direzioni Istruzione e Cultura, con un calendario di aperture consultabile sul sito cultura.comune.fi.it/memoriale (l’ingresso è gratuito, prenotazione obbligatoria).

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I lavori

Il progetto per l’installazione del Memoriale ha visto la completa ristrutturazione dell’Auditorium Ex3 da parte dei Servizi tecnici del Comune mediante la realizzazione, all’interno della sala espositiva principale, dell’altezza utile interna di oltre 11 metri, di un solaio che la divide orizzontalmente in due parti in modo da raddoppiare la superficie espositiva. Il cantiere è costato un milione di euro, è stato finanziato dalla Regione Toscana ed è durato circa sette mesi. Lo stanziamento della Regione a regime sarà di 2,6 milioni di euro.

Contestualmente ai lavori all’Ex3 il Memoriale, in cattivo stato di conservazione in un ambiente non ottimale in Polonia, è stato restaurato grazie al sostegno della Fondazione CR Firenze che si è fatta inoltre carico della gestione del cantiere di restauro tramite la Cooperativa Archeologia supervisionata dall’Opificio delle Pietre Dure. Un lavoro enorme condotto a termine magistralmente in soli 4 mesi. Firenze Fiera a tal fine ha messo a disposizione un locale sufficientemente grande per ospitare il cantiere di restauro. Questa operazione sul Memoriale rappresenta un caso eccezionale di restauro di un’opera di arte contemporanea, considerate le grandi dimensioni, le sue caratteristiche multimediali intrinseche e le innovative tecniche di conservazione impiegate.

La storia del Memoriale

Il Comune di Firenze e la Regione Toscana nell’ottobre del 2014 hanno accolto la proposta dell’Associazione nazionale ex deportati (Aned) di ospitare a Firenze il Memoriale che per decisione della Direzione del museo polacco non poteva più restare nel luogo per cui era stato concepito. La scelta di accogliere il Memoriale si è basata sulla convinzione del valore storico, culturale, artistico, civile dell’opera e sulla consapevolezza della presenza in Toscana di sensibilità e competenze largamente diffuse sui temi della memoria, espresse negli anni con impegno sia dalle istituzioni che dalla società civile.

Il 20 maggio 2015 è stato sottoscritto un Protocollo d’Intesa tra Comune di Firenze, Regione Toscana, Aned e Mibac con il Comune per tutelare e valorizzare il Memoriale nella pluralità dei suoi significati storici, artistici e di memoria civile, restituendolo ad una fruibilità pubblica. L’Aned, proprietario dell’opera, ha stipulato col Comune un contratto d comodato d’uso gratuito.

Il Ministero per i beni culturali, riconoscendo il valore di assoluto rilievo del Memoriale per la cultura italiana del Novecento e quale testimonianza della deportazione italiana nei campi nazisti, ha curato lo smontaggio ed il trasferimento dell’opera a Firenze, che si è concluso nel gennaio 2016 a cura dell’Istituto superiore di conservazione e restauro.

E’ stato costituito un Comitato tecnico scientifico per tracciare i contenuti storico-culturali della ricontestualizzazione del Memoriale e contemporaneamente è stato redatto un progetto di ristrutturazione dell’edificio per la costruzione di un ulteriore piano all’attuale monovolume, per consentire il posizionamento dell’opera al primo piano. Il progetto esecutivo predisposto a cura dei Servizi Tecnici del Comune è stato finanziato dalla Regione Toscana e conseguentemente è stata approvata e stipulata la convenzione fra Comune e Regione che consente l’effettiva erogazione dei fondi e l’avvio dei lavori, chiudendo così la prima fase dell’intera operazione.

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L’opera

Il Memoriale è una delle prime opere multimediali europee frutto di una progettazione collettiva e corale a cui contribuirono lo studio di architettura di Milano BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers), lo scrittore Primo Levi, il pittore Mario “Pupino” Samonà, il regista Nelo Risi ed il compositore Luigi Nono.

Fu inaugurato ad Auschwitz nel 1980 e all’ingresso presenta una targa scritta da Primo Levi in cui tra l’altro si legge: ‘Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile,che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell’odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, né domani né mai’. Il Memoriale è costituito da una passerella lignea circondata da una spirale ad elica all’interno della quale il visitatore cammina come in un tunnel. La spirale è rivestita all’interno con una tela composta da 23 strisce dipinte da Pupino Samonà, seguendo la traccia del testo di Primo Levi, mentre dalla passerella sale la musica di Luigi Nono intitolata ‘Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz’.

Visite

Il Memoriale potrà essere visitato gratuitamente su prenotazione esclusivamente con accessi guidati: le visite a cura di MUS.E saranno rivolte alle classi della scuola secondaria di primo e secondo grado e ai giovani e adulti dai 10 anni in su. Le visite saranno attive già giovedì 9, venerdì 10 e sabato 11 maggio alle 9.30, 10.30 e alle 11.30; domenica 12 il pomeriggio alle 15.30, 16.30 e 17.30. Le visite saranno poi proposte tutti sabati, domeniche e lunedì.

La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria (per individuali e gruppi: info@muse.comune.fi.it, 055-2768224, per le scuole: didattica@muse.comune.fi.it, 055-2616788).

La mostra

In occasione della presentazione del Memoriale sarà inaugurata anche una grande mostra che occuperà l’intero piano terreno. La mostra, dal titolo “Un filo ininterrotto. La memoria della deportazione e il Memoriale di Auschwitz”, è stata interamente prodotta dall’Aned ed è stata realizzata per i contenuti da Elisa Guida e Bruno Maida e per l’allestimento da Alberico Belgiojoso. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e delle Università della Tuscia e di Torino.
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