Lo Stadio Comunale Artemio Franchi a Firenze

Con la lettera del Mibact si chiude la discussa questione, dello stadio Franchi di Firenze.

Dopo le varie ipotesi e le altrettanto varie polemiche il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (Mibact) ha risposto al Comune di Firenze e alla Fiorentina. Così sintetizza l’Agenzia Ansa : lo Stadio Franchi “non si potrà abbattere, ma si potrà intervenire sulla struttura esistente, con l’opzione di una copertura integrale e curve vicine al campo”.

Ha quindi vinto la tesi del comitato delle “Archistar”, da Tadao Ando a Norman Foster, firmatari di una lettera appello contro la demolizione, consegnata al sindaco Dario Nardella da Marco Nervi, nipote del “padre” dello stadio e presidente della Pier Luigi Nervi Project Association.

Come si può leggere di seguito dal sito http://www.architetti.com è indubbia la valenza architettonica dell’edificio-monumento di Pier Luigi Nervi:

“Lo Stadio Comunale Artemio Franchi (così denominato dal 1993, prima Stadio Comunale Giovanni Berta, poi semplicemente Stadio Comunale) di Firenze, in cemento armato, è stato progettato da Nervi e Mellucci a partire dal 1929 e costruito in due fasi: tra il 1930 e il 1931 sono state realizzate le tribune, mentre tra il 1932 e il 1933 le curve. Lo stadio ha assunto l’aspetto e la capienza attuali (dalle circa 35 mila persone del tempo alle 50 mila attuali) a seguito di interventi eseguiti negli anni Cinquanta e negli anni Ottanta, in previsione dei campionati mondiali di calcio del 1990 (Italia ’90).

Lo stadio presenta una planimetria asimmetrica, a forma di lettera D, che i giornalisti dell’epoca interpretarono come iniziale di dux; in realtà la scelta di questo impianto derivò dal vincolo progettuale relativo alla pista di atletica sul lato Ovest, che doveva necessariamente avere un rettilineo di 220 metri di fronte alla tribuna coperta.

Questa, la tribuna centrale sul lato Ovest, si distingue appunto perché coperta da una pensilina in cemento armato per una superficie lunga circa 100 metri e profonda 22, con uno sbalzo totale di 17 metri. La struttura dello stadio si caratterizza – oltre che per questo sbalzo, progettato per non compromettere la visuale del campo con i sostegni della pensilina – anche per le sue tre scale elicoidali e per la Torre di Maratona, alta circa 60 metri e illuminata, pensata per assolvere a un compito propagandistico”.

Secche sono state le reazioni alla risposta del Mibact, da parte della Fiorentina si ritiene il caso “chiuso”  mentre il patron Rocco Commisso si dice “deluso dalla politica” e considera la questione chiusa.  

Per quanto mi riguarda, non essendo un architetto ma solo un appassionato di architettura, mi trovo in una situazione contrastata. La struttura del Franchi è una meraviglia che sembra impossibile possa essere stata creata 90 anni fa, quindi assolutamente NO all’abbattimento o allo spostamento ma nella stessa maniera NO all’abbandono e al decadimento che molte architetture italiane hanno subito nel corso degli anni.

Andrea Paoletti © 2020         All images used on this website are copyrighted.

scultura Il calciatore di Mario Moschi
dettaglio scale interne

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