TITINA MASELLI alla Galleria Eduardo Secci di Firenze

Inaugurata nello scorso mese di maggio è ancora in corso fino al 31 luglio presso la Galleria Eduardo Secci di Firenze la retrospettiva di Titina Maselli (1924-2005), una tra le figure più rappresentative della scena artistica italiana.

Comunicato stampa:

La rassegna, a cura di Alberto Fiz, apre un programma espositivo che la galleria dedica per la prima volta alla rivisitazione storica e critica del XX secolo.La rassegna analizza il percorso artistico della celebre artista sin dalle prime realizzazioni degli anni Quaranta per giungere ai lavori più recenti all’inizio del Duemila.

Lo fa attraverso una selezione di tredici opere che sintetizzano l’ampia ricerca di Titina Maselli, personalità unica nel panorama italiano, che ha saputo esplorare in autonomia gli archetipi della modernità. Come sottolinea Alberto Fiz, “pur partendo dalla lezione delle avanguardie storiche, in particolare dal futurismo, la modernità dell’artista romana sta nella sua capacità d’indagare il flusso dinamico che attraversa le cose creando un campo energetico in perenne trasformazione”.

La mostra viene introdotta dai lavori degli anni Quaranta, dove appare evidente la relazione con la Scuola Romana, l’attenzione verso gli oggetti di uso quotidiano (Macchina da scrivere, 1947) e l’atmosfera domestica (Pianoforte con ragazzo (Citto), 1936).

A completare il primo ambiente della galleria, Albero della notte, un’opera particolarmente emblematica del 1955 che sembra presagire la scomparsa della natura come tematica autonoma. Ad accogliere il visitatore nella sala contigua è Calciatore verde (1950 ca.), la cui composizione prefigura l’indagine successiva sulla relazione tra corpo e spazio, che Titina Maselli intraprende durante il soggiorno newyorkese.

Non a caso la pittrice parla, in quegli anni, di “quadro vivente con lo stadio intorno al calciatore o, piuttosto, il grattacielo intorno al boxeur”. Qui riunite troviamo altri tre dipinti di grande potenza espressiva: Calciatori in Corsa (2002), Calciatore Rosso (1970 ca.), Boxeurs (2002).

Il terzo ambiente culmina con la presenza di un lavoro spettacolare Elevated grattacielo / Calciatore ferito (1984), un dittico di oltre quattro metri che costituisce un’ulteriore svolta linguistica determinata dall’attenzione verso temi atmosferici, dove la figura del calciatore sviluppa una sinergia con il paesaggio urbano in un continuo divenire che sembra mutare in relazione con il nostro sguardo.

Dinamismo, azione, corpi e interferenze intorno al paesaggio urbano, sono alcuni degli aspetti che caratterizzano il percorso di Titina Maselli costringendo lo spettatore ad interrogarsi su una ricerca che ha saputo catturare la modernità nella sua mutevolezza e precarietà. Titina Maselli, nata a Roma nel 1924, è stata una pittrice, attrice e scenografa, primogenita del critico d’arte Ercole Maselli e di Elena Labroca. Dipinge sin da bambina, incoraggiata dall’entourage colto della famiglia. Suo fratello, Francesco ‘Citto’ Maselli è regista. Nel 1945 sposa l’artista Toti Scialoja, da cui si separa nel 1950 dopo un sodalizio importante. Dopo la prima personale, presentata da Corrado Alvaro alla Galleria L’Obelisco a Roma nel 1948, espone in diverse edizioni della Biennale d’Arte di Venezia (tra il 1950 e 1995) e della Quadriennale di Roma (tra il 1951 e 2000). Dal 1952 al 1955 si traferisce a New York e, spinta dalla grande fascinazione per la metropoli americana, approfondisce temi già avviati in precedenza come il paesaggio urbano, le rappresentazioni di pugili e calciatori, giungendo ad una rinnovata sintesi espressiva. Si susseguono diversi soggiorni nelle capitali europee: trascorre tre anni in Austria, per poi tornare a Roma e lasciarla nuovamente nel 1970 alla volta di Parigi. In seguito si divide tra quest’ultime. Durante la sua intensa carriera di scenografa, collabora soprattutto con teatri francesi e tedeschi, lavorando anche a Sei personaggi in cerca di autore alla Freie Volksbühne di Berlino nel 1981 e Maria Stuarda al Festival di Avignone nel 1983. Muore a Roma, nella sua casa di Trastevere, nel 2005. Ha esposto in Italia e all’estero. Ricordiamo le mostre più significative alla Galleria Durlacher di New York (1953, 1955), Fondation Maeght di Saint-Paul-de-Vence (1972), Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1975), Kunstamt Kreuzberg di Berlino (1979), Pinacoteca e Musei Comunali di Macerata (1985), Casa del Mantegna di Mantova (1991), Galleria Giulia di Roma (1998) e all’Istituto Italiano di Cultura di Strasburgo (1998). Nel 2000, Carlo Azeglio Ciampi le conferisce il Premio Presidente della Repubblica.

In coincidenza con la mostra è stato inaugurato il progetto “Étoile. Titina Maselli, Salvatore Ferragamo e il mito di Greta Garbo” presentato dal Museo del Novecento di Firenze.

La cappella e la saletta al secondo piano del Museo Novecento ospitano un nuovo progetto dal titolo Étoile, ideato per valorizzare alcune opere del XX secolo provenienti dalle Collezioni Civiche fiorentine. Ciclicamente, uno dei capolavori provenienti dalla raccolta MIAC sarà protagonista all’interno delle sale del museo: un’occasione di approfondimento e riscoperta di alcuni grandi artisti del Novecento italiano posti in dialogo con la moda, il design e l’architettura.

Il primo appuntamento, realizzato in collaborazione con il Museo Salvatore Ferragamo e curato da Stefania Ricci e Sergio Risaliti, prende spunto dalla grande tela di Titina Maselli dedicata a Greta Garbo, donata dall’artista al Comune di Firenze in seguito all’appello lanciato da Carlo Ludovico Ragghianti all’indomani dell’alluvione del 1966. Come una grande foto in bianco e nero, il dipinto ci introduce nel mondo misterioso e magnetico di una delle più celebri stelle del cinema internazionale. Icona di stile e modello di una femminilità del tutto originale e fuori dagli schemi, Greta Garbo lega la propria immagine a quella di Salvatore Ferragamo, stilista amato dalle dive che con estrema accuratezza e passione ha saputo interpretare il gusto e la personalità della grande attrice di Hollywood. Per l’occasione, come all’interno di un piccolo scrigno, vengono eccezionalmente esposte alcune delle calzature ideate da Salvatore Ferragamo per Greta Garbo.

fino al 31.07.2021

Galleria Eduardo Secci

Piazza Carlo Goldoni, 2 Firenze

Orario della mostra | Lun – Sab / 10:00– 13:30 e 14:30 – 19:00

testo : comunicato stampa Galleria Secci

immagini : Andrea Paoletti © 2021

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fino al 29 agosto 2021

Museo Novecento

Piazza Santa Maria Novella 10, Firenze

testo : comunicato stampa Museo Novecento

immagini : Andrea Paoletti © 2021

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