LEONCILLO. L’ANTICO al museo Novecento di Firenze

Museo Novecento in collaborazione con il MAF – Museo Archeologico Nazionale di Firenze presenta Leoncillo. L’antico,

Il nuovo appuntamento del ciclo dedicato ai grandi maestri italiani del XX secolo è dedicato a LEONCILLO. La mostra intende mettere in luce l’interesse del grande scultore umbro (Spoleto, 1915 – Roma, 1968) per l’antico, rileggendo le sue creazioni plastiche alla luce del rapporto con la grande arte del passato.

Concepita come un vero e proprio ‘assolo’, la mostra è la prima in un museo italiano dedicata a indagare i profondi rapporti che Leoncillo ha intrattenuto con l’antico, arcaico e classico, oltre che con i grandi maestri del Rinascimento e del barocco, lungo tutto l’arco della sua trentennale attività (1938-1968).

Come in precedenti occasioni viene consolidato il rapporto di collaborazione con altri musei e istituzioni fiorentine. Una delle più celebri opere di Leoncillo sarà, infatti, esposta al Museo Archeologico Nazionale di Firenze a sottolineare la continuità di un dialogo fecondo tra arte contemporanea e passato, in questo caso con l’espressione artistica degli antichi etruschi, le cui creazioni impressionarono Leoncillo per la loro profonda comprensione dei sentimenti umani sospesi tra amore e morte, vita e aldilà.

Le opere esposte, una trentina fra sculture, pannelli e carte, mettono in evidenza infatti la continuità di sguardo che ne attraversa tutto il lavoro, al di là delle classificazioni più tradizionali e basate unicamente su criteri stilistici: infatti, dagli esseri ibridi e mostruosi del 1939 sino all’ultimo e celebrato decennio in cui trionfa l’esperienza della materia, attraverso la stagione neocubista (1946-1955), Leoncillo non rinuncia mai ad articolare un confronto intimo ed impegnativo con il grande passato della scultura, non soltanto per restituire dignità al proprio materiale d’elezione, la ceramica, ridotta in genere a semplice strumento da artigiani, ma collocandosi implicitamente sullo stesso piano dei maestri e delle civiltà artistiche che l’hanno preceduto di fronte allo stesso soggetto privilegiato, l’uomo, e allo stesso dramma: la sofferenza e la morte. Ne è prova e testimonianza diretta la presenza di una delle opere più celebri di Leoncillo tra le sale del Museo Archeologico, tra antichi sarcofagi di epoca etrusca.

La mostra, a cura di Enrico Mascelloni e Martina Corgnati con la direzione artistica di Sergio Risaliti, organizzata da MU.S.E, costituisce il primo tentativo sistematico di indagine sulle presenza antiche in tutta l’opera del maestro umbro, riunendo tra le altre le tre terrecotte policrome invetriate ricordate come i Mostri – creature ibride ispirate al mondo classico realizzate negli ultimi anni Trenta, la Sirena, l’Ermafrodito e l’Arpia.

La selezione di opere esposte al Museo Novecento consente inoltre di soffermarsi sull’ampiezza dello sguardo che l’artista rivolge al passato, spaziando con assoluta libertà dal mondo greco all’ellenismo al Rinascimento.

Al Museo Archeologico di Firenze è esposta una delle opere più importanti dell’ultima fase di ricerca e della vita di Leoncillo, la straordinaria Amanti antichi (1965), che rimanda dichiaratamente, nella forma e nell’organizzazione spaziale della materia, all’etrusco Sarcofago degli Sposi, conservato nel Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma.

Museo Novecento

fino al 01.05.2022

testo : comunicato stampa

immagini : Andrea Paoletti © 2021

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